OK del senato a riforma Gelmini


   

Via libera da parte del Senato alla riforma universitaria

Con 152 voti favorevoli e 94 contrari, il decreto Gelmini ottiene il via libera al Senato. Ora per entrare in vigore dovrà passare al vaglio della Camera.

Vediamo quali sono le principali novità che si vogliono introdurre.

FINANZIAMENTI IN BASE A QUALITA’
Se le università saranno gestite male riceveranno meno finanziamenti. I soldi dunque saranno dati solo in base alla qualità con la conseguente cessazione dei finanziamenti a pioggia. Nella stessa ottica, si riforma il reclutamento del personale e si riforma la governance delle università secondo criteri meritocratici e di trasparenza.

GESTIONE FINANZIARIA
Viene introdotta la contabilità economico-patrimoniale uniforme, secondo criteri nazionali concordati tra Miur e Tesoro. I bilanci dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza. Debiti e crediti saranno resi più chiari nel bilancio.

Inoltre, vi sarà il commissariamento e tolleranza zero per gli atenei in dissesto finanziario.

RETTORI A TEMPO DETERMINATO
Limite massimo complessivo di 8 anni al mandato dei rettori, inclusi quelli già trascorsi prima della riforma.

ADOZIONE DI UN CODICE ETICO
Oggi non ci sono regole per garantire trasparenza nelle assunzioni e nell’amministrazione. Il provvedimento prevede un codice etico per evitare incompatibilità, conflitti di interessi legati a parentele. Alle università che assumeranno o gestiranno le risorse in maniera non trasparente saranno ridotti i finanziamenti del ministero.

RIORGANIZZAZIONE INTERNA DEGLI ATENEI
Riduzione molto forte delle facoltà che potranno essere al massimo 12 per ateneo. Questo per evitare la moltiplicazione di facoltà inutili o non richieste dal mondo del lavoro.

ATENEI POTRANNO AGGREGARSI
Possibilità per gli atenei di fondersi tra loro o aggregarsi su base federativa per evitare duplicazioni e costi inutili.

ABILITAZIONE NAZIONALE
Il ddl introduce l’abilitazione nazionale come condizione per l’accesso all’associazione e all’ordinariato. L’abilitazione è attribuita da una commissione nazionale sulla base di specifici parametri di qualità. I posti saranno poi attribuiti a seguito di procedure pubbliche di selezione bandite dalle singole università, cui potranno accedere solo gli abilitati.

In particolare sono previsti: commissioni di abilitazione nazionale autorevoli con membri italiani e, per la prima volta, anche stranieri; cadenza regolare annuale dell’abilitazione a professore al fine di evitare lunghe attese e incertezze; attribuzione dell’abilitazione, a numero aperto, sulla base di rigorosi criteri di qualità stabiliti con Decreto Ministeriale, sulla base di pareri dell’Anvur (Agenzia Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) e del Cun (Consiglio Universitario Nazionale); distinzione tra reclutamento e progressione di carriera: basta con i concorsi banditi per finta solo per promuovere un interno. Entro una quota prefissata (1/3), i migliori docenti interni all’ateneo che conseguono la necessaria abilitazione nazionale al ruolo superiore potranno essere promossi alla luce del sole con meccanismi chiari e meritocratici. E ancora: messa a bando pubblico per la selezione esterna di una quota importante (2/3) delle posizioni di ordinario e associato per ricreare una vera mobilità tra sedi, oggi quasi azzerata; procedure semplificate per i docenti di università straniere che vogliono partecipare alle selezioni per posti in Italia.

VALUTAZIONE ATENEI
Le risorse saranno trasferite dal ministero in base alla qualità della ricerca e della didattica. Fine della distribuzione dei fondi a pioggia. Ci sarà l’obbligo di accreditamento, quindi di verifica da parte del ministero, di tutti i corsi di laurea e di tutte le sedi distaccate per evitare che si creino insegnamenti e strutture non necessarie e la valutazione dell’efficienza dei risultati conseguiti da parte dell’Anvur.

OBBLIGO DOCENTI DI CERTIFICARE PRESENZA
I docenti avranno l’obbligo di certificare la loro presenza a lezione. Questo per evitare che si riproponga senza una soluzione il problema delle assenze dei professori negli atenei. Viene per la prima volta stabilito inoltre un riferimento uniforme per l’impegno dei professori a tempo pieno per il complesso delle attività didattiche, di ricerca e di gestione, fissato in 1.500 ore annue di cui almeno 350 destinate ad attività di docenza e servizio per gli studenti.

SCATTI STIPENDIALI SOLO AI PROFESSORI MIGLIORI
Si rafforzano le misure annunciate nel DM 180 in tema di valutazione dell’attività di ricerca dei docenti. In caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e non si può partecipare come commissari ai concorsi.

ACCESSO AI GIOVANI STUDIOSI
Il ddl introduce interventi volti a favorire la formazione e l’accesso dei giovani studiosi alla carriera accademica.

In particolare, sono previsti: la revisione e semplificazione della struttura stipendiale del personale accademico per eliminare le penalizzazioni a danno dei docenti più giovani; la revisione degli assegni di ricerca per introdurre maggiori tutele con aumento degli importi; l’abolizione delle borse post-dottorali, sottopagate e senza diritti; la nuova normativa sulla docenza a contratto, con abolizione della possibilità di docenza gratuita se non per figure professionali di alto livello; la riforma del reclutamento con l’introduzione di un sistema di tenure-track: contratti a tempo determinato di 6 anni (3+3).

DOPO SEI ANNI O ASSUZIONE O CESSAZIONE LAVORO RICERCATORI
Il termine dei sei anni se il ricercatore sarà ritenuto valido dall’ateneo sarà confermato a tempo indeterminato come associato. In caso contrario terminerà il rapporto con l’università maturando però dei titoli utili per i concorsi pubblici. Questo provvedimento si rende indispensabile per evitare il fenomeno dei ricercatori a vita e determina situazioni di chiarezza fondate sul merito. Inoltre il provvedimento abbassa l’età in cui si entra di ruolo in università da 36 a 30 anni con uno stipendio che passa da 1300 euro a 2100. E ancora: chiarificazione delle norme sul collocamento a riposo dei docenti e valutazione complessiva delle politiche di reclutamento degli atenei ai fini della distribuzione del Fondo di Finanziamento Ordinario.

DIRITTO ALLO STUDIO E AIUTI PER STUDENTI MERITEVOLI
Delega al governo per riformare organicamente la legge 390/1991, in accordo con le Regioni. Obiettivo: spostare il sostegno direttamente agli studenti per favorire accesso agli studi universitari e mobilità. Inoltre sarà costituito un fondo nazionale per il merito al fine di erogare borse di merito e di gestire su base uniforme, con tassi bassissimi, i prestiti d’onore.

MOBILITA’ PERSONALE NEGLI ATENEI
Sarà favorita la mobilità all’interno degli atenei.

5 ANNI ASPETTATIVA
Possibilità per chi lavora in università di prendere 5 anni di aspettativa per andare nel privato senza perdere il posto.

DISTINZIONE DI FUNZIONI TRA SENATO E CONSIGLIO AMMINISTRAZIONE
E’ prevista una distinzione netta di funzioni tra Senato e Consiglio d’Amministrazione, il primo organo accademico, il secondo di alta amministrazione e programmazione. Il Senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il CdA ad avere la responsabilità chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione anche delle sedi distaccate.

CDA NON SARA’ ELETTIVO E STUDENTI IN ORGANI GOVERNO
Il Consiglio di Amministrazione non sarà elettivo, ma fortemente responsabilizzato e competente, con il 40% di membri esterni. Il presidente del Cda potrà essere esterno.

E’ prevista la presenza qualificata degli studenti negli organi di governo.

DIRETTORE GENERALE AL POSTO DELL’AMMINISTRATIVO
Viene introdotto un direttore generale al posto del direttore amministrativo. Oggi il direttore amministrativo è spesso un esecutore con ruoli puramente amministrativi, in futuro il direttore generale avrà compiti di grande responsabilità e dovrà rispondere delle sue scelte, come vero e proprio manager dell’ateneo.

NUCLEO VALUTAZIONE A MAGGIORANZA ESTERNA
Il nucleo di valutazione d’ateneo sarà a maggioranza esterna per garantire una valutazione oggettiva e imparziale.

STUDENTI VALUTERANNO I PROFESSORI
Gli studenti valuteranno i professori e questa valutazione sarà determinante per l’attribuzione dei fondi alle università da parte del ministero.

RIDUZIONE SETTORI SCIENTIFICO-DISCIPLINARI
Vengono ridotti i settori scientifico-disciplinari, dagli attuali 370 alla metà (consistenza minima di 50 ordinari per settore).

10 agosto 2010

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