La classifica delle Università italiane sulla base dei migliori ricercatori
L’associazione Virtual Italian Academy (abbreviata con Via-academy) ha stilato una classifica delle migliori università italiane basandosi sull’importanza dei ricercatori italiani che ci lavorano. Per fare questo ha utilizzato il cosiddetto Indice H, un indicatore relazionato alla produttività accademica e all’importanza delle pubblicazioni realizzate.
L’Indice H o Indice di Hirsch (anche detto in inglese H Index) afferma che uno studioso è di indice n se ha pubblicato almeno n lavori accademici, ciascuno dei quali è stato citato almeno n volte in altre pubblicazioni.
Vediamo di fare un esempio per rendere più chiaro questo concetto: un ricercatore con un indice pari a 8 ha pubblicato 8 lavori citati almeno 8 volte ciascuno.
Ai fini della classifica sono stati considerati solo gli scienziati italiani che hanno almeno 30 come Indice H (individuati all’interno della lista Top Italian Scientists “TIS”), poi questi ricercatori sono stati accorpati sulla base del luogo di lavoro e di conseguenza è stata ottenuta una classifica delle università sommando tutti i vari indici H delle persone che lavorano nello stesso ateneo.
Al primo gennaio 2011 la classifica delle università italiane sulla base dei migliori ricercatori è questa (per brevità riporto solo le prime 10 posizioni):
| Posizione | Istituzione | Somma dell'Indice H | Numero di professori nella lista TIS | Indice H medio |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Università di Bologna | 3019 | 71 | 42.5 |
| 2 | Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) | 2524 | 63 | 40.1 |
| 3 | Università Statale di Milano | 2113 | 46 | 45.9 |
| 4 | Università di Padova | 2060 | 46 | 44.8 |
| 5 | Università La Sapienza | 1713 | 41 | 41.8 |
| 6 | Università Statale di Torino | 1619 | 38 | 42.6 |
| 7 | Istituto nazionale di astrofisica | 1420 | 38 | 37.4 |
| 8 | Ospedale San Raffaele di Milano | 1333 | 28 | 47.6 |
| 9 | Università di Firenze | 1205 | 29 | 41.6 |
| 10 | Istituto nazionale dei tumori di Milano | 1106 | 25 | 44.2 |
Inutile dire che anche questa classifica ha attirato un notevole numero di critiche, cosa che capita sempre quando si parla di classifiche universitarie.
Innanzitutto la lista dei “Top Italian Scientists” non è completa, poi non si capisce il motivo per cui si debba fare una classifica delle università italiane senza prendere in considerazione i professori che non hanno il passaporto italiano. Inoltre alcuni sostengono che la classifica dovrebbe essere ordinata come Indice H medio e non come somma totale. La classifica risulterebbe poi un po’ falsata a favore delle università orientate alla medicina per il fatto che i ricercatori dell’ambito medico-biologico hanno notoriamente un Indice H molto più alto di eminenti studiosi di altre discipline. Ci sono poi tutta una serie di critiche che riguardano lo stesso Indice H: è molto alto per gli studiosi più anziani a discapito di ricercatori magari più bravi ma più giovani e quindi con meno anni di carriera alle spalle; l’indice H è influenzato dalle autocitazioni nelle pubblicazioni; non tiene conto del numero degli autori in una pubblicazione, col risultato che poi si vedono pubblicazioni con 50 autori, dei quali sicuramente non tutti hanno partecipato alla ricerca; l’Indice H inoltre non considera il contesto delle citazioni, per cui se paradossalmente una pubblicazione viene citata come erronea o come frode accademica lo studioso autore dell’errore vede aumentare il suo indice; e qui mi fermo ma si potrebbe continuare.
In ogni caso la lista è stata stilata così, logicamente non rappresenta uno specchio assoluto dell’efficienza universitaria, ma può essere considerata per quello che è: un ottimo punto di riferimento per verificare la bontà del personale di ricerca all’interno delle singole università.
12 gennaio 2011
Tag:classifiche, indice H
