Ecco il 14° Rapporto AlmaLaurea sulla occupazione dei laureati
E’ stato da poco pubblicato l’ultimo rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati in Italia. Redatto sulla base dei dati raccolti tramite un questionario, riguarda le risposte fornite da un numero estremamente grande di laureati, quindi i dati sono da analizzare con molta attenzione.
La risposte sono state fornite da:
186mila laureati del 2010 (circa 113mila di primo livello, 54.300 di secondo livello e quasi 16mila a ciclo unico), tutti intervistati nel 2011 e quindi ad un anno dal conseguimento dell’agognato titolo;
53mila laureati del 2008, specialistici e a ciclo unico, intervistati dopo tre anni;
22mila laureati pre-riforma del 2006, intervistati dopo cinque anni.
Senza perdere tempo in chiacchiere, ci sono solo brutte notizie, quindi consiglio di proseguire la lettura di questo articolo solo a chi non è pessimista di natura.
Cominciamo dai disoccupati:
per le lauree triennali, a distanza di un anno dal conseguimento del titolo, il numero dei disoccupati è pari al 19,4%;
fra chi ha la laurea di secondo livello le cose vanno anche peggio col 19,6%:
chi si è laureato col ciclo unico, ad un anno dalla laurea è senza lavoro nel 18,6% dei casi.
Senza entrare nei particolari, rispetto a tre anni fa le cifre sono praticamente raddoppiate, a testimonianza della grossa crisi occupazionale che attanaglia i giovani.
Fra chi ha la fortuna di avere trovato un’occupazione, la percentuale di chi ha un lavoro stabile cala rispetto agli scorsi anni e a distanza di un anno dalla laurea raggiunge il 42,5% fra chi ha la laurea triennale, e il 34% fra chi ha la laurea di secondo livello.
Al contrario aumenta ancora il numero di chi ha un lavoro precario e, caso incredibile, aumenta anche il numero di chi lavora in nero pur essendo laureato: addirittura oltre il 10% fra i laureati a ciclo unico.
E che dire delle paghe?
Vista l’inflazione che c’è dovrebbero aumentare, giusto? E invece calano anno dopo anno!
Un laureato triennale ad un anno dalla laurea guadagna in media 1208 euro netti e cioè circa 100 euro in meno rispetto ad un suo collega di 3 anni fa;
un laureato di secondo livello guadagna 1080 euro rispetto agli oltre 1.200 di 4 anni fa;
mentre un laureato a ciclo unico scende dai 1.189 di 4 anni fa ai 1.050 del 2011.
Insomma, pur essendo i laureati italiani percentualmente solo la metà di quelli dei paesi OCSE, sembra che una spiegazione a tutto questo ci sia: il lavoro per i laureati non c’è.
La crisi galoppa, il lavoro manca, la disoccupazione giovanile ha superato il 30% e fra i giovani cresce lo sconforto: oltre due milioni di giovani non va né a scuola, né lavora; e stiamo parlando del 22% della popolazione italiana di età fra i 15 e i 29 anni.
La cose vanno a rotoli, mentre la cricca Parlamentare italiana, con la più alta percentuale d’inquisiti in Europa, continua a perdere tempo contando i soldi che incassa.
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