Nuovo record negativo per l’Università italiana


   

Un nuovo record negativo per l’Università italiana

Per uscire dalla crisi e rilanciare l’economia, la Commissione Europea ha elaborato una strategia politico-economica ad ampia scala: Europa 2020.
Fra i vari mirabili obbiettivi c’è anche quello di portare al 40% il tasso dei giovani laureati nel 2020, almeno per la fascia d’età 30/34.
Molte nazioni europee hanno già raggiunto questo obbiettivo da diversi anni: Irlanda, Danimarca, Lussemburgo e Finlandia hanno già superato il 45%; Francia, Spagna, Belgio, Regno Unito, Paesi Bassi, Cipro e Lituania, sono intorno al 40 per cento.

Che dire della nazione in cui viviamo? Per l’Italia questo obbiettivo più che mirabile rappresenta un vero e proprio miraggio!

Secondo gli ultimi dati ISTAT l’Italia detiene il poco invidiabile record del minor numero di laureati maschi dell’Unione Europea: il 15%. Per fortuna la componente femminile si fa valere un po’ di più arrivando al 23%, ragion per cui grazie alla media l’Italia riesce a superare, di poco, nazioni come la Romania, la Repubblica Ceca e la Slovacchia.
Al momento la media italiana è del 19%, con Campania (12,9%) e Sicilia (14,6%) a fare da zavorra; per la cronaca, la regione con la percentuale più alta è il Lazio con il 26,2%.

In definitiva l’obbiettivo del 40% è molto lontano e la cosa è tanto più evidente quando si osserva che nell’anno accademico 2009/2010 c’è stata un’ulteriore flessione delle immatricolazioni universitarie, con un calo di oltre trecentomila matricole rispetto all’anno precedente.

Detto questo, è scandaloso notare come sia ulteriormente aumentato l’esercito italiano dei giovani “Neet” (Not in education, employment or training), cioè quei giovani che non lavorano e non studiano: secondo l’ISTAT nel 2010 sono oltre 2,1 milioni fra i 15 e i 29 anni!
Il dato è drammatico e dovrebbe essere una delle priorità di questo Governo; purtroppo sembra che ci sia più interesse per i bunga-bunga che non per il futuro delle nuove generazioni. Che dite?

24 maggio 2011

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