I ricercatori protestano contro la Riforma, a rischio l’anno accademico

Con una riunione organizzata dalla Rete 29 aprile presso l’Università La Sapienza di Roma, centinaia di ricercatori da tutta Italia hanno prospettato uno stop alla didattica per protestare contro il decreto Gelmini sulla riforma universitaria.

I ricercatori sono pronti ad astenersi da tutti gli incarichi che non sono previsti dal loro contratto, fra cui anche la docenza nei corsi universitari. Nel caso in cui questo avvenisse, ci sarebbe inevitabilmente la paralisi di gran parte dei corsi di laurea, in quanto i ricercatori coprono in genere circa un terzo delle docenze all’interno delle Università.

Un momento dell’assemblea di ieri

I ricercatori chiedono una riforma sostanziale del decreto per garantire essenzialmente:
1) l’istituzione di un ruolo unico della docenza allo scopo di avere indipendenza e autonomia di didattica e ricerca;
2) un contratto unico pre-ruolo contro il precariato selvaggio e diffuso;
3) finanziamenti adeguati per didattica e ricerca;
4) una governance degli atenei più democratica e un secco “no” alle fondazioni private;
5) un reclutamento delle nuove leve all’insegna di una tenure track reale (cioè di una prospettiva di assunzione a tempo indeterminato vincolata al superamento di alcune prove ma comunque reale);
6) l’assicurazione di un diritto allo studio “reale” e a carico dello Stato, non degli atenei.

Nel caso in cui il decreto non venga modificato, l’assemblea composta dai ricercatori e dai precari degli enti di ricerca ha ipotizzato lezioni in piazza nei giorni 4 5 e 6 ottobre, assemblee ed occupazioni degli atenei ed infine il rinvio dell’anno accademico.

18 settembre 2010

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