Pubblicato il Rapporto Almalaurea 2011 sui laureati
Anche quest’anno è stata pubblicata dal consorzio AlmaLaurea l’annuale indagine sui laureati italiani. Questa volta i risultati sono stati raccolti sulla base del questionario compilato dai laureati del 2009 a un anno dal conseguimento del titolo, dai laureati del 2007 dopo tre anni e dai laureati del 2005 intervistati dopo cinque anni.
I dati ricavati si possono confrontare con quelli ottenuti dall’analoga indagine condotta l’anno scorso, in un periodo in cui la crisi si faceva sentire ferocemente.
Mettiamo già le mani avanti: le cose vanno male e sembra che peggiorino anno dopo anno, e da ogni punto di vista. E questo alla faccia di molti politici che si sono affrettati a dire che “la crisi ormai è alle spalle” (forse per loro, visto lo stipendio che hanno).
Cominciamo con la disoccupazione: cresce fra i laureati triennali (dal 15% al 16%), fra i laureati specialistici biennali (dal 16% al 18%) e anche fra i laureati che hanno condotto gli studi a ciclo unico (dal 14% al 16,5%).
Crescono i precari e scende la percentuale di chi ha un lavoro a tempo indeterminato (46% fra i laureati di primo livello e 35% fra chi ha la laurea magistrale).
Contemporaneamente aumenta il lavoro in nero, passando dal 3,5% dell’anno scorso al 6% attuale fra i laureati di primo livello, dal 3,5% al 7% fra chi ha fatto il biennio di specializzazione e dall’8% all’11% fra i laureati del ciclo unico.
E che dire degli stipendi medi? Parametrati agli indici ISTAT dei prezzi al consumo sono calati del 5% in due anni per i laureati del primo livello, del 10,5% per quelli del secondo livello e del 7,5% per chi ha la laurea specialistica.
Questi dati possono essere considerati imbarazzanti, in realtà sono anche più rosei di quelli reali per quanto riguarda i laureati che lavorano in Italia: in effetti i laureati specialistici biennali che lavorano all’estero, a un anno dal titolo, sono il 4,5% (erano il 3% nel 2009) e questi laureati guadagnano 1.568 euro al mese contro 1.054 dei colleghi rimasti in Italia. Insomma i laureati che lavorano all’estero alzano la media! Tra l’altro il divario sale a 700 euro mensili per i laureati del 2005, a dimostrazione che le retribuzioni all’estero sono proprio di un altro livello. Oppure sono i laureati che qui in Italia sono più sfruttati? che dite?
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