I “fuori sede” spendono fino a 7mila euro in più degli universitari in sede


   

I “fuori sede” spendono fino a 7mila euro in più degli universitari in sede

Uno studio dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha posto l’attenzione sulle spese sostenute dagli universitari nel corso dell’anno accademico. Fra tasse universitarie, costo dei libri, trasporti, cibo, affitto e spese per la casa si spendono migliaia di euro ogni anno.
Fra tutte le voci, è sicuramente l’affitto la voce più costosa: considerando anche le spese accessorie di riscaldamento, condominio, elettricità, ecc., una singola costa in media quasi 5mila euro all’anno, mentre un alloggio condiviso costa invece circa 3800 euro.
Sono quindi coloro che devono soggiornare fuori dalla propria città per motivi di studio i più tartassati. Si tratta dei cosiddetti fuori sede, una grossa fetta della popolazione universitaria che non è mai stata quantificata di preciso. Secondo i dati ISTAT del 2009 ben il 20,5% degli studenti delle università studia al di fuori della propria regione di residenza, ma a questi andrebbero aggiunti anche quelli che pur appartenendo alla stessa regione si trasferiscono nella città dove è presente la propria sede universitaria.

Vi sono comunque delle grosse variazioni di costo sulla base della localizzazione geografica. Dividendo in macroregioni si scopre che è il Centro ad avere le spese più alte, molto più economico è il Sud dove si spende circa il 30% in meno.

Ecco una tabella che riporta i dati più significativi, con le spese espresse in Euro:

FUORI SEDETasseLibriTrasportiAlimentiMantenimento CasaAffitto (Singola)Affitto (condiviso)
Nord57742118019761.30841042718
Centro52442118019761.30842362886
Sud50542118019761.30828441882

N.B. Le cifre riferite ai trasporti, alle spese per il mantenimento della casa e alla spesa alimentare sono medie nazionali, mentre l’importo delle tasse rappresenta la media relativa alla II fascia contributiva. Per approfondire quest’ultimo punto è bene leggere l’articolo relativo alle tasse universitarie.

In ogni caso, dallo studio risulta chiaramente che ad orientare lo studente nello scegliere l’università non è solamente la qualità della facoltà prescelta, ma anche il reddito della propria famiglia: chi non può sostenere i costi di una vita da studente fuori sede deve per forza scegliere di frequentare l’università più vicina, oppure il corso di laurea che più si avvicina alle proprie aspirazioni, a patto che sia in loco.

Emerge quindi con forza l’esigenza di un’edilizia scolastica adeguata; attualmente i posti disponibili nelle residenze universitarie sono scarsissimi e possono ospitare solo il 2,7% degli studenti universitari. Stiamo parlando di 48.000 studenti a fronte di un totale di iscritti pari a circa 1.800.000 universitari (dati relativi all’anno accademico 2008/2009).
E’ ora di dire basta ai nuovi atenei senza la contestuale costruzione degli alloggi studenteschi: le cattedrali nel deserto non fanno altro che fomentare la speculazione degli affitti sulle spalle degli studenti!

23 settembre 2010

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